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sabato 15 settembre 2012

Idee tuning per Smart ForTwo



Ci vuole davvero poco per trasformare una tranquilla Smart ForTwo in una pepatissima simil-Brabus. Nelle foto del post, tuning delle versioni 451 su base bianca ed, in basso, una 450 arancione quasi irriconoscibile. Prendete appunti mi raccomando...



venerdì 14 settembre 2012

Lamborghini replica su base Mitsubishi Eclipse


La mania di creare repliche delle supercar italiane basandosi su macchine "comuni" non conosce limiti: stavolta un carrozziere di Odessa (Ucraina) ha ben pensato di ricreare, partendo da una Mitsubishi Eclipse M.Y. 2003, una delle auto più costose ed esclusive in assoluto, la Lamborghini Reventon. Il lavoro è durato circa 2 anni a partire dal 2008 ed il risultato potete apprezzarlo nelle foto di questo post. Il problema, a parte le prestazioni nemmeno lontanamente comparabili e la possibilità che la Guardia di Finanza (!) vi sequestri il veicolo, sono le proporzioni non del tutto esatte: ma considerando il costo finale ed il risultato estetico indubbiamente degno di nota, direi che non mi dispiacerebbe affatto andarmene a spasso su questa replica Lamborghini che, tra l'altro, consuma una frazione rispetto all'originale...

martedì 11 settembre 2012

Honda CBR Fireblade SIC


Nella foto in alto, la Honda CBR 1000RR Fireblade "SuperSic" con le grafiche di Aldo Drudi ispirate al compianto pilota HRC #58 che andrà all'asta ed il cui ricavato verrà devoluto alla Marco Simoncelli Foundation. Presentata a Misano alla presenza del padre Paolo, dell'inviato Mediaset Beltramo e dallo staff Honda, avrà un prezzo di partenza di un solo euro e l'asta sarà chiusa il 19 settembre prossimo alle ore 21.00. Molto bella l'iniziativa, ma le grafiche a mio parere sono orrende!

venerdì 7 settembre 2012

Ford F-100 Hot Rod usato in Italia


Questa gioiello fiammeggiante si trova usato su Ebay alla modica somma di 28.500 euro: un vecchio Ford F-100 Hot Rod (ad occhio la seconda versione, quella in produzione dal 1953 al 1956) dotato del solito, assetato, motorone V8 americano che produce 300 cavalli e tonnellate di coppia per un andazzo puramente libidinoso... Io al posto vostro inizierei a scrivere a Babbo Natale, non si sa mai!

lunedì 3 settembre 2012

Stili di guida a confronto: Rossi, Stoner, Lorenzo, Dovi e Pedrosa


GiornaleMotori ha proposto un'eccellente analisi degli stili di guida dei piloti MotoGP (questo il post) talmente ben fatta che ho deciso di riproporla pari pari su questo blog. Eccovela qui sotto.

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Quattro stili di guida - Rossi che passa dalla Yamaha alla Ducati e sprofonda nelle ultime posizioni, Stoner che indispettisce tutti dichiarando dopo solo due giri di prova che la Honda è facilissima, Dovizioso sempre a podio o quasi con una moto satellite, Hayden che nel bene o nel male fa il suo con una moto "impossibile", Spies altalenante sulla M1 ufficiale mentre Lorenzo, con una moto identica, ha nella costanza delle prestazioni la sua arma migliore. Dimentichiamoci le fesserie sulla presunta pressione psicologica e ragioniamo sulla guida dei piloti e sulle doti che il mezzo deve possedere per poterli assecondare. Anzi, farò così: cercherò di descrivere per linee generali alcuni modi di guidare la moto e proverò una grossolana classificazione per categoria dei piloti sulla base di alcune caratteristiche.



Il Centoventicinquista - E' una guida pulitissima dove l'obiettivo è quello di squilibrare meno possibile l'assetto della moto evitando manovre brusche per non superare il limite di aderenza delle gomme. Questo stile porta a una guida rotonda e velocissima in percorrenza, con angolo di piega reale superiore a quello delle altre guide. Il Centoventicinquista percorrerà molta strada in piega, ma sarà molto veloce sia nella velocità di ingresso che alla corda. Con una velocità in curva superiore è altrettanto evidente che potrà frenare meno degli altri e entrare in curva a moto più libera, sfilando in staccata tutti quelli che invece rallenteranno in modo più consistente in quanto la loro corda non potrà esser percorsa con la sua stessa velocità. Come contropartita si ritroverà in uscita ancora molto piegato: sarà già veloce (alla corda è più veloce di tutti) ma il suo problema sarà accelerare. Occorrerà un motore molto dolce, e l'elettronica deve tagliare assolutamente quei cavalli che gli farebbero perdere il retrotreno. Il limite della sua guida è dato dall'attrito radente di distacco dello pneumatico sull'asfalto, ed è importantissimo non superarlo in quanto, a distacco avvenuto – cioè appena la gomma inizia a scivolare – l'attrito radente decresce bruscamente ed è difficilissimo riprendere aderenza (nota1). Questo tipo di guida è quella che sollecita meno il telaio, il quale si ritrova a fronteggiare solo forze flettenti mentre quelle torcenti sono molto contenute. La sua moto ideale avrà un avantreno staticamente carico, in modo che le variazioni di grip siano contenute in un range molto ristretto, e un retrotreno che a quel punto, più leggero del normale, sia tenuto sotto strettissimo controllo dall'elettronica: derapare in piega con una moto simile è evidentemente pericoloso, difficilmente si starebbe in piedi, ragion per cui chiuderà al massimo l'antispin a costo di avere un'accelerazione in uscita inferiore agli altri. Ma tanto era già veloce... Il suo antiwheeling, dato il carico sull'avantreno, c'è solo per questioni estetiche e batte la fiacca per tutta la gara. Unica difficoltà per il Centoventicinquista è trovare un concorrente lento alla corda che gli impedisce di lasciar scorrere la moto, oppure uno all'esterno che gli impedisce di uscire largo: la traiettoria è velocissima ma quasi obbligata, e la pista dalla corda all'uscita gli occorre tutta. Nei circuiti stop and go ha qualche problema, ma in quelli con curve da raccordare senza perdere velocità sarà fortissimo se troverà le traiettorie libere. Perché la sua filosofia è proprio questa: perdere meno velocità possibile nelle curve. I migliori esempi di questa guida sono Lorenzo e Dovizioso, puliti e precisissimi, con tempi sul giro libero eccellenti.




Il Prestigiatore - La guida del Prestigiatore è fatta più di confidenza che di razionalità. Questa guida in qualche modo deriva dalla precedente ma con una importante differenza: il Prestigiatore, a costo di perdere qualcosa in termini di velocità assoluta di percorrenza, preferisce non essere obbligato a una precisa traiettoria. Per lui le curve restano importanti ma devono essere interpretabili a seconda dell'occasione. Sempre nell'ambito di una moto sufficientemente carica davanti, richiede maggiori trasferimenti dinamici da poter eventualmente sfruttare per variare la traiettoria in ogni istante. Terrà la moto più alta per avere migliore agilità e avere meno sottosterzo di tutti gli altri in ingresso di curva: il suo ingresso sarà il più rapido in assoluto, cedendo qualcosa al Centoventicinquista in termini di velocità alla corda. Potrà però uscire un po' più stretto e la sua accelerazione sarà migliore perché la sua elettronica, sentendo il maggior carico dinamico sul posteriore, si “aprirà” prima del Centoventicinquista pur partendo dalla medesima chiusura alla corda. Forse sul giro libero non sarà il più veloce, ma nel corpo a corpo può passare dappertutto mentre gli avversari seguono la loro traiettoria obbligata. In sostanza, il Prestigiatore è in grado di sparire a destra e ricomparire per magia a sinistra e viceversa. Se la moto glielo consente (ovvero, se non è troppo avanzata di centraggio) sa anche derapare ma non ne trae particolari benefici sul tempo: diciamo che usa la derapata se occorre portare la moto su una traiettoria diversa, se deve farle chiudere l'uscita di curva, ma non ne fa un principio assoluto. Il gas in definitiva gli serve più per correggere la traiettoria che per accelerare. I Prestigiatori attuali? Rossi, Sykes, Crutchlow, Iannone, Rea...




Il Lottatore - Questo tipo di pilota è piuttosto pulito ma a differenza del Centoventicinquista risolve il problema della velocità in curva. Partendo dal principio che nelle curve, per quanto veloci, si va più lenti che nei rettilinei, lui cerca di fare meno strada possibile con la moto piegata. A costo di essere il più lento alla corda, la sua curva è più corta di quella del Centoventicinquista e del Prestigiatore, e di conseguenza lo stesso circuito avrà più metri di rettilineo. Dovrà frenare più degli altri perché la sua corda è la più lenta, ma dopo pochissima strada il Lottatore ha già raddrizzato la moto ed è libero di aprire senza troppe limitazioni elettroniche mentre gli altri due sono ancora piegati e stanno pelando il gas. Per curvare così stretto il Lottatore sposta molto peso all'interno della curva, ottenendo anche il vantaggio di avere la moto meno piegata e di anticipare il momento dell'accelerazione: alla corda perderà qualche km/h rispetto ai suoi avversari, ma dopo qualche metro lui ha già accelerato e compensato la loro maggior velocità di corda, uscendo sul rettilineo a velocità maggiore e facendo credere ai giornalisti di avere chissà quale motore. I cavalli magari sono gli stessi, ma inizia a scaricarli in anticipo su chi è ancora piegato e con l'elettronica ancora chiusa. Il Lottatore non ha grosse esigenze di avantreno, in curva ci sta poco e viaggia lento: per lui invece conta avere trazione per poter scaricare cavalli appena raddrizza la moto. La sua guida sarà quindi una lotta fisica per spostare il proprio baricentro e appendersi a una moto che deve “reggerlo su” e non deve scendere facilmente in piega. Lui non sposta il baricentro della moto, sposta il proprio corpo: la moto resta “dritta” e viene tirata dentro la traiettoria seguendo il cordolo interno, pronta a riaccelerare con tutti i cavalli appena compare l'uscita. La sua gara è fatta di continui stop and go, e nei circuiti con curve strette non raccordabili e rettilinei a seguire diventa imprendibile per tutti. Una moto col centraggio avanzato e con conseguente bassa trazione è per lui una trappola poco stabile e inefficiente, mentre un centraggio più basso e arretrato gli tornerà molto utile per avere la trazione che cerca. Il suo antispin interverrà poco, e la sua preoccupazione sarà evitare le eventuali impennate in stile dragster con un antiwheeling rigoroso. D'altra parte, proprio come i dragster ed esattamente all'opposto del Prestigiatore, il suo avantreno non impone la traiettoria ma piuttosto segue il peso del pilota. Il Lottatore non gira di piega, gira di peso. La piega per lui è solo uno stupido intoppo che gli impedisce di aprire il gas. Meno ci sta, meglio sarà. Tra i piloti attualmente in attività ci mettiamo Spies, Hayden, Bradl, Redding. Anche Pedrosa , ma pian piano sta passando alla quarta e ultima categoria. Tra i piloti che attualmente "fanno altro" ci mettiamo il Sic...





L'Acrobata - Variante estrema del Lottatore è l'Acrobata. La sua guida prende spunto dal concetto che occorre “allungare” i rettilinei per scaricare i cavalli, ma lo risolve annettendo l'uscita delle curve al rettilineo seguente. Il suo stile ha bisogno di un perfetto bilanciamento della moto perché, pur chiedendo trazione, ha necessità di derapare per la maggior parte della curva con la maggiore potenza possibile. La cosa è delicata: troppa trazione gli impedirebbe la derapata, poca trazione la renderebbe pericolosa come una 125. Provo a spiegarmi meglio: partendo da una moto col centraggio avanzato l'Acrobata inizia a spostare il peso verso dietro, in modo da ottenere la trazione che gli consente di derapare in progressione senza perdere il retrotreno di colpo (come invece nei 125). Man mano che il centraggio arretra e si abbassa, può derapare col gas sempre più aperto e con un'accelerazione sempre maggiore; ma se esagera col centraggio all'indietro la moto smette di derapare e solleva l'avantreno, partendo per la tangente invece che accelerando lungo tutto l'arco della derapata. Ecco, quel punto lì è ciò che in soldoni separa la Honda dalla Ducati. All'Acrobata occorre tutta la trazione possibile in modo che tutta la curva sia semplicemente un'anticipazione del rettilineo successivo, ma questa trazione non deve mai arrivare al punto in cui diventa eccessiva e il motore, anziché far pattinare quella dietro, solleva brutalmente la ruota davanti. Il punto più lento per l'Acrobata non è la corda ma l'ingresso in curva: da lì in poi, se il centraggio è perfetto, è tutta un'unica accelerazione che comprende il rettilineo seguente e si interrompe solo per la staccata della curva successiva. Per l'Acrobata i rettilinei sono lunghissimi perché comprendono tutta la curva precedente, e il gas resta chiuso solo tra la staccata e l'ingresso della curva: prima della corda è già in pieno o quasi. Di conseguenza sceglierà un'elettronica più aperta di tutti gli altri, ma soprattutto con un intervento molto graduale. Inutile dire che questo stile è preso di peso dal dirt track e che il miglior interprete è Stoner. E se è vero che Pedrosa sta pian pianino imparando la tecnica, come secondo esempio il posto non spetta a lui ma a Marquez. Lo sto dicendo da ora, nel 2013 ne vedremo delle belle. Anche se i soliti cronisti continuano ad attribuire la sua maggior velocità nei rettilinei a una presunta superiorità motoristica (senza neppure riflettere che in Moto2 i motori vengono sorteggiati). Il dubbio che Marquez stia semplicemente aprendo il gas in anticipo su tutti gli altri non li sfiora nemmeno.





Adesso provate ad assegnare la moto giusta al pilota giusto: scoprirete che i risultati di Rossi in Ducati e di Spies in Yamaha erano perfettamente prevedibili. Così come il Dovi che va sempre a podio con la M1 mentre in HRC le prendeva dal Sic sulla Honda del team satellite. Nelle gare, avarie a parte, c'è pochissimo spazio per il caso. Quello che mi meraviglia è che gli addetti ai lavori – compresi gli stessi piloti interessati – caschino dal pero dimostrando di aver capito poco il proprio mestiere. Anche quando lo svolgono benissimo. L'unica a non aver sbagliato un colpo è ancora una volta la Honda, prima Casa al mondo non per caso. Sulle scelte Ducati, che dire… Speriamo che abbiano letto i pezzi sul centraggio e sul feeling, e che il progetto 2013 ne tenga conto. Se qualcuno ha modo di contattare il Dovi, per cortesia, gli faccia leggere questo blog.

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